Rieccoci!

vi siamo mancate?

preparate le vostre indecorose minigonne, la vostra rabbia, i vostri desideri, le vostre parrucche, i vostri mouse, le vostre paure, cacciate la voce, i vostri scarponcini, i calzini bucati, il rimmel, il vostro dildo… le sommosse tornano in città!

riunione martedì 7 settembre h.19 logge di p.zza IV novembre (vicino alle scalette)

vi aspettiamo numerose :)

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Perugia 2010. La città è in guerra, ma a dichiarare la guerra non siamo stat* noi

Michela, Lollo e Riccardo sono stati condannati in primo grado a 8 mesi e al pagamento di un totale di 16.600 euro di risarcimento danni più spese legali e processuali per resistenza aggravata e oltraggio a pubblico ufficiale.
Le richieste del PM (8 mesi) sono dunque state interamente accolte, così come erano state accolte le richieste di convalida degli arresti, dei domiciliari e dell’obbligo di firma.

Per non aver fatto nulla.
Ma non è questo che ci interessa principalmente discutere, ma il contesto in cui è avvenuto l’episodio degli arresti che ci racconta del momento in cui viviamo e delle strutture che regolano oggi le nostre vite. Non pensiamo che sia un caso il fatto che gli arresti siano avvenuti nel centro storico di perugia, oggetto da anni di intense politiche securitarie e di campagne mediatiche contro il degrado.

E così, negli anni, si è individuato un luogo: il centro storico
si sono creati gli attori-oggetti della rappresentazione: giovani, spacciatori, tossici
si sono messi in correlazione eventi: vita notturna, consumo di alcool e droga, spaccio, schiamazzi, aggressioni e, dopo gli arresti, anche la militanza politica.

L’insieme di questi fattori ci fa capire come questi arresti non siano un fatto di repressione su militanti politici, ma siano l’effetto di una costruzione entro cui tutti possono essere colpiti, in quanto tutti attori di questa rappresentazione. Questi arresti paiono essere dunque il punto finale di un percorso che ha portato all’istallazione di nuove telecamere, al rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine nei luoghi d’incontro della piazza e alle ordinanze sul decoro urbano.
Con il particolare che gli arresti e la rigida volontà di difendere l’azione della polizia dimostra anche una determinazione da parte del sistema questura-magistratura locale di voler gestire le questioni cittadine anche con un volto autoritario e di vendetta (uno degli elementi del processo è la mancanza di rispetto verso le forze dell’ordine e il risarcimento morale verso gli agenti, come se la divisa portasse una condizione di super-umanità).

Pare dunque che al classico modello securitario si aggiunga in maniera fluida e non meccanica, nè escludente, un altro modello del controllo, più diretto, più violento, meno sofisticato.
Ci sembra di poter inserire dunque questo evento nella questione generazionale e nella questione di genere, dove è in atto un attacco diretto da tutti i punti di vista, formazione, reddito, stile e forme di vita, contro le precarie e i precari, gli studenti e le studentesse che vivono nel centro storico di Perugia e costruiscono la vita notturna della città.
Una guerra contro lo stile di vita, i desideri di una generazione senza futuro all’interno della crisi globale. Bere una birra in piazza è un’attività sospetta, così come sospetti erano i ribelli che si potevano identificare con una maglietta a strisce, simbolo di un’altra generazione che esattamente cinquant’anni prima della sentenza di ieri, 30 giugno, voleva ascoltare un altro tipo musica, organizzare diversamente la propria vita e conquistare nuove libertà.

Tutta nostra la città non deve essere uno slogan di militanza, il titolo di un’assemblea o un piano d’azione ma la voglia irresistibile di esserci.

 

Perugia 1 luglio 2010

Commonslab

 

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Noi donne in lotta… a tre mesi dall’arresto di Michela

“In questo mondo di cyberpoliziotti
noi vogliamo esplorare il nostro universo immaginario, i nostri
desideri e sogni di potere. Vogliamo disegnare l’avvenire a nostra
immagine”
Rosi Braidotti

Il 31 maggio l’ultima udienza del processo per resistenza a pubblico ufficiale a Michela, arrestata il 10 aprile scorso a Perugia mentre trascorreva una serata tra amici, è stata rimandata al 30 giugno 2010.

Dopo un primo periodo di mobilitazione, che ha visto prevalentemente un’attivazione sul piano personale e relazionale, noi del Collettivo Sommosse Perugia riusciamo ad uscire soltanto adesso con
un comunicato  ufficiale sull’aggressione subita, perché quanto accaduto a Michela è da considerare la situazione più critica da noi vissuta fin dall’inizio della nostra breve storia.

Un’azione repressiva del tutto gratuita e sovradimensionata, una vera e propria azione dimostrativa da parte delle forze di polizia che aspirano al governo della città di Perugia, che si conferma territorio privilegiato di sperimentazione di politiche della paura e del controllo.

Un’azione repressiva forte e indiscriminata, criminalizzante gli stili di vita, che ha colpito più duramente chi da sempre ha fatto sua l’opposizione al securitarismo e alle retoriche dei divieti, delle restrizioni, delle recinzioni.

Dal 10 aprile fino ad oggi si è andata progressivamente delineando sui giornali come nell’aula di tribunale una ricostruzione della vicenda che vede la stigmatizzazione dell’unica donna arrestata come la “deviante”: colpevole di avere fatto degenerare la situazione nel corso di un “ordinario” controllo di polizia, responsabile del coinvolgimento degli altri due ragazzi arrestati e infine legittimante la reazione repressiva da parte delle forze dell’ordine.

La retorica con la quale si vuole dipingere Michela come il pericoloso soggetto da cui è scaturito il “problema di ordine pubblico” riprende lo stereotipo sin troppo facile da ricalcare della donna aggressiva, ribelle e indisciplinata attraverso il quale da sempre si criminalizza, colpevolizza e reprime la capacità reattiva e la forza di autodeterminazione delle donne. Una forza sovversiva che si tenta in ogni modo di restringere e contenere entro un sistema normalizzante e repressivo “ordinario”.

In un momento di difficile gestione della città, a causa di diffuse e capillari politiche di repressione con le quali anche a Perugia si tenta di governare una crisi profonda e generalizzata che d’altro canto non vede una risposta forte da parte di chi questa crisi la subisce in misura maggiore (donne, migranti, giovani, precar*), noi intendiamo proseguire il nostro percorso di riconquista della città, di riconquista dei nostri corpi e dei nostri spazi, del nostro futuro.

Per questo saremo presenti alla due giorni su sicurezza, carcere e proibizionismo che si sta organizzando a Perugia
per il 25 e 26 giugno prossimi
, nella quale porteremo i nostri contributi sulla decostruzione del concetto di SICUREZZA che per noi significa libertà dalla violenza di genere, libertà dal controllo e dalle recinzioni, libertà di scelta e autodeterminazione, accesso al reddito, alla mobilità, alla cultura, alla felicità.

  Noi ragazze in lotta, ragazze cattive, vogliamo un presente in cui poter vivere e un futuro in cui poterci specchiare

Collettivo Femminista Sommosse Perugia

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l’8 giugno con joy ed hellen

Al fianco di Joy.

L’8 giugno a Milano si terrà un presidio di solidarietàe sostegno a Joy, con la partecipazione di delegazioni da Palermo, L’Aquila, Mantova.

Joy, una giovane donna immigrata, ha denunciato il tentativo di stupro all’interno del cie di via Corelli. L’8 giugno si terrà l’incidente probatorio presso il tribunale di Milano.

Come femministe, lavoratrici, donne saremo in presidio davanti al tribunale alle ore 15:00 per sostenere con forza la denuncia di Joy e di tutte le donne vittime di violenza
http://femminismoproletario.noblogs.org/gallery/5060/locandina%20Joy.pdf

La giornata di lotta proseguirà alle ore 21:00 con lo spettacolo teatrale di e con Attrice Contro “Madama Cie”, presso Villa Pallavicini, via Meucci 3 MM2 Crescenzago – Milano.
http://femminismoproletario.noblogs.org/gallery/5060/locandina%20spettacolo.pdf

A Taranto, in concomitanza, si terrà un presidio davanti al Tribunale.
http://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2010/06/8-giugno-con-joy-taranto-l8-giugno.html
Iniziative di controinformazione a Perugia, Palermo, Bologna, Ravenna , Mantova, Pisa, Roma e altre città.

Con questa mobilitazione non vogliamo solo esprimere solidarietà e denuncia generale e generica, ma un presidio di lotta , per la liberazione di Joy, la condanna dell’ ispettore.

qui il resoconto della giornata con audio interviste
Di seguito l’appello con le prime adesioni:

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Testi sul genere

D’ora in poi, grazie al Fronte di liberazione della carta, saranno disponibili online alcuni testi sul genere, downloadabili gratuitamente direttamente dalla rete. L’elenco e i links nella colonna qui a destra. Buona lettura!

Il primo disponibile è: J. Butler, Scambi di genere. Identità, sesso e desiderio, Sansoni, 2004

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Lab post-pornografia BO 01/06-03/06/2010

Laboratorio Post-pornografia: qui il programma.

presso Festival delle culture antifasciste Bologna 2010

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Festival Antifa BO 28/05-06/06/2010

Festival sociale delle culture antifasciste Bologna 28/05 – 06/06/2010

trovi qui il programma

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14 MAGGIO PERUGIA QUEEREVOLUTION

 

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LADY FEST L’AQUILA 14-16 maggio

La rete Ladyfest Roma e il comitato 3e32 [QUI il
programma e la descrizione completa
]
presentano
LADYFEST L’AQUILA
festival queer femminista di
arte, musica e controcultura indipendente.

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14 MAGGIO PERUGIA QUEER

aperitivo porno-femminista dalle h. 19,30 presso commonslab, via della sposa 1/e perugia: istallazioni, proiezioni video e distribuzione queer test curato da “smaschieramenti”

queer-trash night dalle h. 23,00 presso csoa ex-mattatoio, via della valtiera p.s.giovanni: dj post post, dj miao

rigenderiamoci!

 
qui alcune foto della mostra @commonslab e qui sotto la galleria fotografica della serata

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