13/09/013 ASK FIRST @Giardino Rossovino

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BellaQueer presenta:

ASK FIRST
consensualità’/piacere/autodeterminazione

::performance::
::djset::
::queerness::

Dopo la pausa estiva si ritorna con una serata sull’immagine della donna e l’identità: una rivisitazione dei ruoli tradizionali, una riflessione sull’essere soggetto e non oggetto.

Venerdì 13 settembre 2013
Ore 20 al Giardino Rosso Vino

Ingresso gratuito

https://www.facebook.com/events/388716671255052

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Campeggia trans*queerfemminista_Otranto 28/08-01/09/2013

 

campeggia2013

// PROGRAMMA //

MERCOLEDI’ 28 Agosto

Arrivi previsti in giornata
15.00-16.00 pranzo
Arrivi previsti in giornata
21.00-22.00 cena

GIOVEDI’ 29 Agosto

sveglia, colazione e mare
15.00-16.00 pranzo
16:00-20:00 LAVORO E REDDITO.
Facciamo il punto sui passaggi che abbiamo aquisito: dalla critica della messa a valore delle differenze come target di mercato alla presa sulla dimensione produttiva della differenza (diversity management, pinkwashing aziendale); precarietà come “queerizzazione” del lavoro; l’emergere della dimensione affettiva (riconoscimento degli affetti queer, lavoro affettivamente necessario). Tuttavia un primo ciclo di lotte contro il lavoro precario pare chiuso a causa di una generalizzazione della precarietà. Emerge per tutte e tutti il problema di un reddito relativamente sganciato dal lavoro. Tematizzare la dimensione post-precaria/queer attuale a quale ricomposizione politica allude? Questo decentramento dalla sessualità all’affettività come modifica il significato delle nostre lotte?

21.00-22.00 cena

VENERDI 30 Agosto

sveglia, colazione e mare
13.00-15.00 ALTRE INTIMITA’
Spazio di autoriflessione non ideologica sulle nostre effettive pratiche d’amore, intimità e relazione, connesse con la necessità di mettere a forte critica modelli di welfare fondati su individuo/cittadino/famiglia per leggere invece le potenzialità di autorganizzazione sociale interne alle nostre reti affettive. Come tradurre in rivendicazione politica le nostre pratiche e i nostri desideri non conformi?
15.00-16.00 pranzo
16.00-18.00 ALTRE INTIMITA’
19.00-24.00 SADOMASO PER PRINCIPIANTI Laboratorio teorico, pratico e creativo di liberazione del desiderio. Durante il workshop si alterneranno, momenti di discussione e confronto sugli aspetti storici, politici e sociali del BDSM e momenti di gioco e sperimentazione diretta. Si raccomanda di portare fatasie perverse e voglia di giocare. A cura di nita e Leela: attiviste e buffone queer.
21.00-22.00 cena

SABATO 31 Agosto

sveglia, colazione e mare
12.00-15.00 VIOLENZA NEI MOVIMENTI
15.00-16.00 pranzo
16:00-20:00 NEOMUTUALISMO/WELFARE/BENESSERE/SALUTE. Partendo da pratiche politiche che non separano vita/militanza, ci troviamo a ragionare e costruire forme di organizzazione che attivino al tempo stesso reti politiche e reti di mutualismo.

Crisi, mancanza di reddito, tagli al welfare hanno anche ricadute specifiche sulle soggettività queer che spesso sono ricacciate nelle nostre reti di mutuo aiuto. Possiamo ripensare a queste reti come base di una riorganizzzione politica? L’esempio paradigmatico, sul versante salute, è il percorso di istituzionalizzazione dei consultori (in ambito femminista e poi trans e lg): a partire dalle lotte degli anni ’70, il welfare universalistico è stato costretto a rideclinare servizi e welfare sulle soggettività transfemministequeer e le strutture create dai movimenti sono state istituzionalizzate. Oggi accade il percorso inverso e i consultori sono svuotati di senso, subiscono tagli di risorse o vengono deistituzionalizzati. Sperimentare una consultori@ transfemministaqueer, implica riattivare un discorso situato su sessualità e autodeterminazione, ripensare il welfare e le istituzioni del comune, praticare forme di autoorganizzazione che spostino l’asse dalla sanità alla salute e al benessere sociale. Confrontiamo le varie esperienze e analisi.

21.00-22.00 cena

DOMENICA 1 Settembre
Chiusura della campeggia, documento da cui ripartire per la lotta, appuntamenti (di piazza e di confronto).

 

Per info e iscrizioni: campeggia@anche.no

328.2609045

 

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20/07/2013_NO IDENTITY PARTY!

64824_10200958424341549_1908956663_nBellaQueer chiude la rassegna degli eventi che riprenderanno a settembre così come tutte le attività del collettivo con una serata sulla non-identità: all’insegna della sperimentazione del potenziale nascosto dalle nostre carte d’identità, dai nostri passaporti, dai nostri documenti “ufficiali”, dalle nostre identità “imposte”. Mischiarsi, mescolarsi, esplorarsi, disconoscersi e giocare a trasformarsi, rinegoziando quel limite ineffabile tra il formale e l’informale…

 

// NO IDENTITY PARTY //

Dalle 21.00 fino a tardi vi aspettiamo al Giardino Rosso Vino ♥

– Proiezione corti queer 
– No-identity card lab 
– Zona trucco e parrucco
– Live queer performances
– Djset : DjSagio / Topa Trash / open

 

// Macho Free Zone zona libera da ogni forma si sessismo, fascismo, razzismo, omo-lesbo-trans*fobia.

 

INGRESSO GRATUITO

//presso: Giardino Rossovino, Corso Garibaldi 21, Perugia

Evento Facebook https://www.facebook.com/events/469350026490059/

Profilo Facebook https://www.facebook.com/bqperugia?fref=ts

Gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/247115255380721/

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Roma 6 luglio 2013_Contro il femminicidio

Non si può continuare a far finta di niente, non si può continuare a non fare niente…
hammer124 le donne uccise in Italia nel 2012, già 34 dall’inizio dell’anno, 6 in soli pochi giorni ai primi di maggio, un femminicidio continuo!

Molto spesso le vittime conoscono i loro carnefici, questi sono gli uomini che odiano le donne. Per gelosia o per possesso, sempre  in disprezzo del nostro essere donna, chi ci uccide non tollera la nostra autodeterminazione, non ci considera degne di rispetto, libertà, autonomia, indipendenza.

Diritti che ci siamo conquistati con le lotte e che non piovono dall’alto dei governi.
Diritti che però non sono per sempre e vengono negati, prima di fatto, poi di diritto, con
l’arretramento delle lotte. E allora sempre più donne stuprate, sfigurate con l’acido, molestate, oppresse, uccise, violentate e umiliate come donne, in quanto donne e sempre più sentenze ultra morbide verso stupratori e assassini di donne.

Nessun governo, tanto meno questo, può “difendere le donne con la sua task force” come afferma Alfano, il delfino di Berlusconi, noto calpestatore della dignità delle donne.
Nessun appello al governo, come pure quello di “ferite a morte”, per la convocazione degli Stati generali contro la violenza sulle donne, può fare arretrare la guerra alle donne, senza la guerra delle donne.

Ci vuole una mobilitazione nazionale delle donne, una risposta doverosa, urgente e ineludibile. Una risposta autonoma del movimento delle donne, fuori e contro l’azione che il nuovo governo dice di voler fare.

Le donne non vogliono e non possono fidarsi e delegare al governo e allo Stato!
Uno Stato, che sempre più fa una giustizia pro-stupratori (vedi i recenti processi per gli stupri di “Marinella” a Montalto di Castro e di “Rosa” a L’Aquila, nonché la rimessa in libertà, dopo un anno, dell’assassino reo-confesso di Tiziana Olivieri, per scadenza dei termini di custodia cautelare, ecc.) e ha forze dell’ordine strutturalmente impregnate di maschilismo, fascismo e sessismo, non può difendere le donne! Un governo che continuerà ad attaccare le condizioni di vita e di lavoro della maggioranza delle donne, non può difendere dai femminicidi e dagli stupri!
Siamo noi, parte offesa e ferita a morte da questa società, che dobbiamo riprenderci la vita, con rabbia e determinazione. Siamo noi donne, unite, che dobbiamo lottare per i nostri diritti e il nostro esistere, per difenderci dagli uomini che odiano le donne!

Chiediamo a tutte le donne, alle compagne, alle democratiche, alle associazioni contro la violenza sulle donne, di aderire a questo appello per cercare di invertire la rotta vertiginosa dei femminicidi, degli stupri e della loro impunità con una mobilitazione nazionale.

Proponiamo il 6 luglio a Roma, il sabato precedente l’11 luglio, quando le istituzioni (tribunale dei minori e servizi sociali) decideranno il “percorso riabilitativo” degli stupratori sociali del branco di Montalto di Castro, che hanno violentato il corpo di Marinella e ne hanno ucciso l’anima e la speranza, simbolizzando così la “sicurezza” che questo Stato riserva alle donne.

Concentramento alle ore 10 a Piazza Montecitorio.

Luigia e Concetta
Per contatti: sommosprol@gmail.com

Segnaliamo, oltre all’appoggio di Lella Costa, le adesioni finora pervenute:

Comitato per i diritti civili delle prostitute – Compagne del FLFL di Bologna – Movimento femminista proletario rivoluzionario – Lavoratrici, disoccupate dello slai cobas per il sindacato di classe di Taranto – Precarie, lavoratrici dello slai cobas per il sindacato di classe di Palermo – Associazione “io sò Carmela” (Napoli) – Casa delle donne Lucha YSiesta (Roma) – Giuseppina Amato (lavoratrice Si Cobas poliambulatori Niguarda, Milano) – Anna Bardelli (lavoratrice Università di Milano) – Associazione Centro Servizi interdisciplinare Onlus Roma – Lavoratrici del Coordinamento “3ottobre” Milano – Dr.ssa Antonella Lucia Faiella Taranto – Marina Giovannini (disoccupata – L’Aquila) – Collettivo femminista MAI STARE ZITTE  di Brindisi – Associazione culturale “TEATRO DEL MARE” di Taranto – Antonella Righi (Roma) – UDI di Monteverde (Roma) – Alcune compagne del coordinamento 21 luglio (Palermo) – Caterina Tassone, lavoratrice del S. Paolo di Milano – Anna, Lavoratrice dell’USI del S. Paolo Milano – Lavoratrici USI Roma – Centro Antiviolenza LaNereide, Siracusa – La Casa Di Venere, centro antiviolenza Marsala – Monica Di Bernardo, studentessa universitaria Roma – Alice (di Palermo) studentessa universitaria presso Macerata – Daniela Tranchina (Grignasco) – Federica Carbonin (Roma) – Antonella (giovane disoccupata di Palermo) – Giorgia Martiino (Apùlia) – Silvia Santarelli – Francesca Calandra (lavoratrice del Comune di Palemo) – Angela (Roma) – Maddalena Celano – Nana Metti (Bologna) – Francesca Molinari (Acria) – Barbara Tartaglione (Medicina Democratica, Alessandria) – Anita Silviano (Palermo)

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L’omissione del corpo intersex_Lorenzo Santoro

HermTorso

NEONATI DAL SESSO INCERTO E DISTURBI DELLA DIFFERENZIAZIONE SESSUALE: RENDERE RETORICI IL PENE E LA VAGINA ATTRAVERSO L’OMISSIONE DEL CORPO INTERSEX.

Quello di cui sono sempre stato accusato è di voler tenere un piede in due scarpe, per il semplice motivo di aver scelto oltre il mio genere anche il mio sesso; sono cosciente di essere una persona scomoda, un soggetto che fa diventare folle uno psichiatra, fantasioso l’empirismo e irragionevole la ragione. Sono la dimostrazione vivente che si può togliere per edificare senza però rimuovere, processo questo che può avvenire solo nella piena coscienza della persona altrimenti si può parlare solo di distruzione, l’esperienza è quanto di più prezioso abbiamo e non deve essere un lusso permettersela. Sono stato riconosciuto alla nascita come maschio, sento mio questo sesso, è con questo segno che ho costruito il mio linguaggio psico-corporeo, sono uomo, sono frocio.

A 14 anni ho sviluppato il seno evento che non ha inficiato la mia identità, a 20 anni mi è stata diagnosticata la sindrome di Klinefelter 47 xxy. La letteratura medica e i metodi contenitivi della sanità pubblica che sono stati scritti, creati, applicati e testati su pazienti come me accusati di essere affetti da disturbi della differenziazione sessuale sono pratiche di annientamento della salute psichica dell’individuo, nonché di censura di quelle forme che né un neonato né un adulto può rimuovere nel profondo solo perché eliminate in superficie. Mi scuso con chi non è mai riuscito a tenere il suo fottuto piede in due scarpe, per aver fatto mia per un periodo della mia vita la parola intersex che mi ha permesso di uscire dalla catena di montaggio della creazione di corpi e menti standard, uso che è stato solo transitivo, ma che mi ha messo nella posizione di poter andare avanti per poi tornare indietro alla mia salda identità di maschio, uomo, frocio. Non sono l’unico, sono l’unico che lo dice, non è questo un atto di accusa, io stesso forse per aver frequentato troppo a lungo corridoi, panche, sale di attesa, studi e lettini di ospedali ho paura di ripercussioni che possano mettere in pericolo la mia salute, ma è proprio per questo che ho deciso di parlare, per scindere tra corpo e salute. L’iter medico che seguo, che tra l’altro previene e non cura, è ottimale per il mio benessere fisico; è l’invenzione che ci sia un nesso tra sesso e salute a mettere in pericolo la vita delle persone che si definiscono intersex o che non si definiscono in tale modo. Lungi dal mettermi nei panni di un chirurgo ho scelto di intervenire, ma non ai fini di censurare un corpo ma per portare alla luce quali sono le prassi del discorso e dell’azione che vengono compiute nei confronti di persone considerate alla nascita come incerte.

 

Quando ero bambino non mi piaceva molto anzi affatto la pasta con il sugo, che fosse con la carne, con le melanzane o finto (senza niente), comunque non mi andava giù, così mia nonna per farmi mangiare la pasta col pomodoro escogitò un metodo sublime per una piccola frocia come me: la pasta rosa. Questa pietanza che ai miei occhi appariva squisitamente eccentrica era semplicemente una pasta con meno passata e per questo aveva su per giù lo stesso colore delle big buble alla fragola. Nonna Tita aveva semplicemente cambiato le carte in tavola per farmela mandare giù senza che io me ne accorgessi e c’è riuscita, era il mio colore preferito!

Ma andiamo avanti nel tempo di 23 anni e spostiamo l’orologio indietro di 24 ore; ieri mentre mi stavo per tuffare nella mia insalata feta, cetrioli, peperoni e origano, poso lo sguardo su un articolo di la Repubblica online che titolava così: “Sesso incerto” dei bambini, al San Camillo boom di interventi: più 50 per cento in 5 anni. Sottotitolo: Un neonato su 5 mila è affetto da questo disturbo. L’operazione è risolutiva ma deve essere effettuata prima del compimento dei 6 anni.

Adesso rileggiamo titolo e sotto titolo con le pause proposte dal giornalista con i segni interpuntivi, sesso incerto /pausa/ dei bambini /pausa/ al San Camillo boom di interventi /pausa/ un neonato su 5 mila è affetto da questo disturbo /pausa/l’operazione è risolutiva ma deve essere effettuata prima del compimento dei 6 anni /pausa/.
Forse sono matto ma la prima cosa che ho fatto è proprio questa, ho sostituito alle virgole e ai punti un battito di mani ed è così che mi è venuta in mente la cucina di nonna Tita, ed ho capito che qualcuno sta cambiando non solo le carte ma anche le regole del gioco. Quello che dovrebbe essere il soggetto (i bambini) suona nella frase come un aggettivo, la scena è completamente occupata dal sesso incerto, la lingua batte dove il dente duole diceva qualcuno, e già, perché un neonato assai poco sa di come noi grandi ci viviamo il sesso che ci portiamo nelle mutande, tanto che, continua il titolo, è l’azienda ospedaliera del San Camillo che propone l’intervento non di certo il nascituro, ma se la pillola da mandare giù fosse soltanto questa giù non ci andrebbe, perché è chiaro che quello che propone la sanità pubblica non è un semplice intervento, ma un vero e proprio atto di violenza ai danni di un individuo che per il suo status neonatale non è in grado di esprimere alcuna scelta per tutelare i suoi confini, che, ad un giorno o mese di vita non possiamo neanche definire con le categorie di identità di genere, sesso e orientamento sessuale per il semplice motivo che il soggetto in questione sta ancora costruendo la sua dialettica corporea, con la quale sceglierà in futuro di relazionarsi a tutto ciò che è al di fuori dei suoi limiti… così come Mary Poppins ci danno un po’ di zucchero.
Il sottotitolo incalza in modo direttamente esplicito e con le stesse doti di pittore di Hitler, lo scrittore ci dona una sua fantastica suggestione su cosa è il sesso incerto, ma per la paura di far apparire il suo testo troppo narrativo si limita a riportare quello che apparentemente è un accaduto, un fatto dimostrabile empiricamente: un neonato su 5 mila è affetto da questo disturbo, è così che la sanità giustifica il suo operato ed è così che una persona x su un pianeta x della nostra galassia può permettersi di dire che l’operazione è risolutiva e deve essere effettuata entro i sei anni, perché dopo una persona capisce che di certo di “sesso incerto” non ci muore, o forse sto parlando dall’oltre tomba, sento una voce, mi stanno chiamando, odo queste parole. Lorenzoooo se ci sei batti un corpooo.

Al risveglio dall’operazione di asportazione delle ghiandole mammarie che io ho scelto di fare a 20 anni, mi sentivo cavo come un vulcano spento, ho pianto per un mese, ho tentato di spaccare la porta del bagno a pugni, ho riempito di sputi lo specchio, ho preso a calci tutto quello che di inanimato mi è passato sotto il naso, ci sono voluti 2 anni di analisi per elaborare questo lutto, pensate a quale danno viene arrecato ad un neonato a cui viene tagliata la clitoride soltanto perché più lunga di un fantomatico mondo normale, che non è in grado di sfogarsi, di capire cosa gli è accaduto, di elaborarlo e peggio ancora di dirlo.

Ma veniamo al corpo dell’articolo, Aldo Morrone il direttore generale dell’azienda ospedaliera della struttura in questione afferma che questi piccoli sono affetti da disturbi della differenziazione sessuale, grandi paroloni che mettono in soggezione, essere affetti significa avere qualcosa di malato, il disturbo segna una disfunzione, la differenziazione sessuale crea l’esistenza di sessi differenti che nell’economia interna del testo vengono implicitamente identificati in maschio e femmina, in parole semplici e comprensibili il racconto ci sta dicendo che ci sono persone che hanno un sesso differente dal cazzo e dalla figa e questa differenza viene individuata come malattia, è opportuno aggiungere quello che è omesso: il disturbo in questione è identificato dalla medicina occidentale come sindrome, una sindrome può essere tenuta sotto controllo, ma non va via con un’operazione, mutare il corpo non muta la mappa cromosomica né il tasso ormonale nel sangue, c’è qualcosa di molto più profondo del voler solo curare, che spinge questi dottori e questa medicina nell’optare per un’operazione di questo genere. E la soluzione la troviamo nelle stesse righe, perché prima ci si è appurati di costruire la malattia attraverso metodi neanche troppo sofisticati di costruzione del periodo e poi nelle ultime tre righe troviamo citati gli “interventi per definire il sesso”. Ma come? È una malattia cromosomica e ormonale, che c’entra la definizione del corpo? Cosa disturba veramente – e chi -, il corpo o le problematicità legate al benessere? Come mai si ha così tanta difficoltà nell’accettare un dato di realtà e quali sono i meccanismi che spingono le persone a voler materializzare su un corpo altrui le proprie fantasie riguardanti il corpo e le sue funzioni? Cosa comunica un corpo intersex di così tanto orribile dal dover essere immediatamente censurato? Perché si crede che un neonato non sappia definire il proprio sesso? Il San Camillo ha una sede distaccata su Plutone dove non esistono le identità di genere e i sessi eletti all’esistenza? Non so rispondere a tutte queste domande, forse soltanto ad alcune. Sicuramente il San Camillo si trova a Monte Verde al di là del Tevere, quindi fuori le mura, forse c’è qualche nesso, ma mi sembra altamente improbabile, allora sarò più violento, temo che il corpo intersex (e attenzione, non è detto che una persona con un corpo intersex definisca il proprio sesso in questo modo) ci stia comunicando che i nostri parametri per leggere la realtà sono retorici non oggettivi; nominare e costruire in modo ossessivo peni e vagine e ripetendo all’infinito questa filastrocca non è comunque un metodo che riesce a nascondere il dato di fatto essenziale, ovvero che bisogna creare delle condizioni artificiose per intervenire su un corpo che altrimenti avrebbe uno statuto a se stante di esistenza. Se lasciassero queste forme libere di esistere, un pene e una vagina diverrebbero soggettivi e non oggettivi e così per un effetto domino la mappa cromosomica e gli ormoni non sarebbero più elementi essenziali e costitutivi del proprio corpo. Non è un caso che si adoperi la parola disturbo perché è vero questi bambini disturbano le bugie che ci raccontano i grandi.

Mi rendo conto che questo testo è limitato e parziale per l’assenza di molte voci e per l’eccessivo ascolto di quelle di dottori, chirurghi, psichiatri, filosofi e persone interessate all’argomento. Non metto in dubbio che tra queste ci possano essere parole e posizioni condivisibili, ma la comprensione e la condivisione non significano come un’esperienza, per questo soltanto noi possiamo denunciare il silenzio assordante e l’invisibilità alla quale veniamo condannati, le torture fisiche e psichiche a cui veniamo sottoposti in nome della felicità altrui, l’uso improprio della medicina e della psichiatria (semmai esista un uso proprio di quest’ultima), la costruzione di discorsi terroristici che fondano il loro potere sulla base dell’ignoranza e della paura e che investono brutalmente non solo i “pazienti” ma anche le loro famiglie, la sottrazione indebita dell’allegria, del sorriso, della spensieratezza, della gestione del proprio corpo e della propria mente, l’intento di eliminare la nostra capacità di fantasticarci, sognarci, esserci, amarci e armonizzarci, la creazione totalmente infondata di una presunta infermità fisica e mentale, l’induzione di angosce ed ansie, l’atteggiamento di pena con cui alcuni psichiatri ci trattano cercando di convincerci che abbiamo bisogno del loro aiuto. E più saranno le voci più saranno le lotte.

 

Lorenzo Santoro.

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EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea

283668_10200579372065479_400017126_nBellaQueer Perugia presenta:

“EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea”

L’arte di Rita Maralla ha la forza di saperti portare dentro Atene, nei suoi luoghi più intimi e quotidiani. Grazie ai suoi occhi anche Atene diventa una donna nuda che si guarda allo specchio; una donna che non si arrende a nessuna Austerità ma che sceglie di non smettere mai di lottare.

Venerdì 24 maggio 2013

ore 19,00

apericena e dj-set

presso Circolo Arci Island Strada vicinale del Bellocchio, Madonna Alta Perugia

Sabato 25 maggio la mostra sarà visitabile dalle 15,00 alle 22,00. Dalle 19 sarà proiettato “Into the Fire – The Hidden Victims of Austerity in Greece”, video sulle interconnessioni tra crisi, situazione dei migranti e potere di alba dorata.

Ingresso gratuito 

evento FB https://www.facebook.com/events/118924364979287/?notif_t=plan_edited

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Il progetto – “EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea” – prende forma nell’Ottobre 2012 a cominciare dalla mia permanenza in Grecia. Motivo della partenza è la partecipazione al progetto “Arte, genere e spazio pubblico” che l’associazione italiana “Betty&Books” propone all’interno del programma di Servizio Volontario Europeo.
“EPOMENISTASI: ATENE. Muri e strade di una metropoli contemporanea” si presenta come un’installazione composta da tre sezioni differenti, generate in maniera autonoma nel corso del tempo ma aventi richiami reciproci. Punto di partenza comune è la dimensione della strada: l’esplorazione della città, la documentazione fotografica di specifici soggetti presenti sui muri, l’utilizzo del video come strumento di memoria di ambienti ed incontri.

CORPI?
“Corpi?” è un progetto di documentazione e reinterpretazione che prevede l’utilizzo della fotografia per arrivare alla creazione di collage. Tema costante della ricerca è l’analisi della rappresentazione del corpo femminile sui muri del centro di Atene: stencil, graffiti, dipinti sono ciò da cui parto per creare i miei lavori. Immagini di donne che richiamano a significati differenti confluiscono successivamente nei collage, provocando così punti di vista prima inesistenti.

RESTI
“Resti” è un’esposizione di 32 fotografie aventi come soggetto dettagli di vecchi manifesti strappati. Scopo del lavoro è documentare il passare del tempo: strappi, buchi e sovrapposizioni grafiche sono il risultato di un processo capace di distruggere e creare nuovi significati allo stesso tempo.

SMARRIMENTO \\ AVVICINAMENTO
“Smarrimento \\ Avvicinamento” è un breve documentario effettuato a partire dal Dicembre 2012 tra le strade di Atene. Scopo del video è quello di proporre un viaggio attraverso luoghi, persone, ambienti che ho attraversato più o meno consapevolmente. Il fine è quello di effettuare una riflessione visuale rispetto al processo di conoscenza che avviene nel momento in cui ci si inserisce in un contesto urbano sconosciuto.

Rita Maralla -“Non proprio la Stessa e non proprio l’Altro, lei si colloca in quell’indeterminato luogo liminale dove vaga sempre tra il dentro ed il fuori…”
Appassionata di arte visiva, sperimento nel corso degli anni differenti tecniche di espressione artistica: pittura, fotografia, collage, ripresa e montaggio video. Contemporaneamente a questo percorso di ricerca, intraprendo un corso di studi in “Scienze etno-antropologiche” presso l’Università di Bologna. Mi immergo così nel vasto mondo dell’antropologia visuale, da cui traggo stimoli e riflessioni differenti e contrastanti. Terminata l’università frequento a Milano un corso biennale di regia e montaggio video presso il “Centro Sperimentale di Cinematografia”.
La lettura del saggio “Identità mutanti. Dalla piega alla piaga: esseri delle contaminazioni contemporanee” di FAM, contribuisce in maniera determinante ad utilizzare l’arte come strumento di riflessione, espressione e decostruzione di concetti chiavi quali: corpo, identità, genere, sessualità.

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L’antisessimo È antifascismo

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Perché È fascista ogni tentativo del potere di piegare i nostri corpi dentro costruite definizioni di normalità. SONO FASCISTE le regole che stabiliscono quali vite sono degne e produttive e quali sbagliate e superflue.

Vogliamo liberare le nostre esistenze dalla violenza di ogni normalizzazione, consapevoli che dietro il concetto di NATURA si nasconde una volontà di controllo, volta a renderci più governabili e disciplinati.

Perché È fascista ogni dicotomia identitaria: uomo/donna, bianco/nero, moglie/puttana, macho/frocio.

Urliamo con forza che i nostri corpi non sono definibili né rappresentabili da nessun modello omologante; vogliamo far esplodere ogni dualismo attraverso la potenza dei nostri desideri: siamo sovversivamente tutt* frocie e puttani.

Perché fascista È l’ossessione del controllo, fascista È l’uso di polizia e telecamere per il mantenimento di un ordine che fa sentire sicuro solo questo sistema di potere.

Vogliamo città aperte, fatte di socialità demercificata e liberate dai confini, simbolici o fisici che siano.

Rispondiamo al loro governo della paura con la dirompenza delle nostre scelte e la radicalità dei nostri sogni.

Non ci stancheremo mai di lottare per riprenderci le nostre città, per essere liber* di attraversarle e viverle COME E QUANDO vogliamo.

Ci sentiremo sicur* quando ci libereremo dal ricatto sistemico che strozza le nostre vite. SICUREZZA PER NOI SIGNIFICA: DIRITTO AL REDDITO, ALLA CASA E ACCESSO AI SAPERI PER TUTTE E TUTTI.

PER QUESTO NON ESISTE ANTIFASCISMO SENZA ANTISESSIMO.

PERCHÉ ABBATTERE IL GENERE È IL PRIMO PASSO VERSO LA RIVOLUZIONE ( E NON SI TORNA INDIETRO). 

Buon 25 aprile a tutt*

BellaQueer!

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BellaQueer aprile-maggio 2013_CINEFORUM e QUEEREVOLUTION

BellaQueer Perugia presenta

532357_10200417657462715_1355619705_nCineforum Queer 2013
Seconda stagione aprile-maggio

Giovedì 18 aprile 2013
The Rocky Horror Picture Show
di Jim Sharman (UK, USA 1975)

Giovedì 2 maggio 2013
Velvet Goldmine
di Todd Haynes (UK, USA 1998)

Ore 20 aperitivo
Ore 21 proiezione

Consulta immigrati
Via Imbriani 2
Centro storico
Perugia

Ingresso gratuito

Evento FB https://www.facebook.com/events/123693514492378/

 

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9988_10200423656732693_390785040_nGiovedì 25 aprile 2013

QueeRevolution

Live music
Show
Dj set
Open stage
Freezone area

Una serata di liberazione da stereotipi e machismo rivoluzionando l’identità di genere…perché se non de-generiamo non è la nostra rivoluzione!

Dalle ore 22

LOOP
Via Cartolari 26
Perugia

Ingresso gratuito

Evento FB https://www.facebook.com/events/118507841679916/

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27 FEB 2013_Femministe a parole e Lo schermo del potere

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Cineforum Queer 2013: BELLAQUEER PERUGIA

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BellaQueer presenta

Cineforum Queer – prima stagione 2013
Programmazione febbraio-marzo

Venerdì 1 febbraio 2013

La Vespa e la Regina
di Antonello De Leo (Italia, 1999)

Renato (Pere Ponce) e Ginevra (Claudia Gerini) sono due ragazzi omosessuali militanti che per diversi motivi decidono di provare a comportarsi “normalmente”. Si incontrano, si piacciono e si innamorano in una girandola di equivoci.

Venerdì 15 febbraio 

Le lacrime amare di Petra von Kant

di Rainer Werner Fassbinder (Germania 1972)

 
Ingresso gratuito

ore 20 aperitivo
ore 21 proiezione

Consulta degli immigrati
Via Imbriani 2 (centro storico)
Perugia

su FB: http://www.facebook.com/bqperugia

 

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